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Le carote dell'Unione Europea

Come annunciato in un precedente articolo già molte settimane or sono, l’Italia è tornata ad essere una sorvegliata speciale della UE. Le critiche alle politiche di bilancio del nostro Paese vanno dalla constatazione del fallimento della spending review (denunciata anche dalla nostra sempre più disperata Corte dei Conti), alla crescente difficoltà di fare impresa (a causa di fiscalità eccessiva, burocrazia e corruzione: ma guarda, la UE se ne è accorta …), e, infine, all’irrefrenabile aumento del nostro debito pubblico, che potrebbe “contagiare” l’Europa.

Si sa che il pericolo costituito da Franti, nel libro Cuore, era che contagiasse Garrone.
Nel frattempo, vengono diffuse le indiscrezioni di Wikileaks: Berlusconi, negli ultimi mesi del suo mandato, era sotto stretta sorveglianza della NSA americana, che ha di fatto pilotato la sua eliminazione dalla scena politica.

Guarda le coincidenze: mentre leggerete queste righe, ancora una volta, chiusi in una stanza ci saranno il toscano e il lussemburghese, nell’ennesimo vertice Europa-Italia. Il nostro toscano, che continua a raccontare l’Italia dei suoi sogni, l’Italia che riparte, l’Italia che è la migliore al mondo, l’Italia che, purtroppo, non c’è. Dall’altra parte il lussemburghese, politico di professione, maggiordomo per vocazione, ovviamente della signora Merkel (che ama molto avere questo tipo di individui fra i suoi fans – basta vedere le facce del suo entourage). Il tutto, con uno sfondo di questo genere, da ultimatum, guardate che Vi siluriamo quando vogliamo.

Come avevamo detto, Renzi ha compiuto un atto grave di lesa maestà, sostenendo di avere introdotto in Europa, lui, i criteri di flessibilità. E no, ha ribattuto, Juncker, li ho introdotti io e non tu. Sembrava una conversazione fra allucinati: non esiste organismo al mondo più rigidamente pilotato della UE, e loro battibeccano su chi è stato più bravo a rendere flessibili le norme dell’unione.

Un ammasso di burocrazia informe, un dinosauro che per muoversi ha bisogno di tempi siderali, una congerie di lingue, un insieme di norme regolatorie che hanno disciplinato anche la lunghezza delle carote, che per potersi definire tali dentro la UE devono avere dei requisiti minimi e massimi espressi in centimetri oppure pollici (c’erano anche le carote inglesi …): ecco, loro, dentro tutto questo, hanno introdotto la flessibilità, e litigano pure su chi è stato, o chi è stato il primo a farlo.

Renzi, in questo modo, con il suo battibeccare toscano, si sta scavando una fossa europea. Noi lo avevamo scritto, l’ultima volta, ne IL SETTIMANALE di TRADERS' Magazine del 20 gennaio scorso. Il clima è di nuovo quello delle prime avvisaglie a Berlusconi: Renzi ha risuscitato il terrore berlusconiano in Europa, c’è riuscito. L’Italia è di nuovo il grande “malato” che può “contagiare” l’Unione, siamo di nuovo un ammasso di burocrazia impossibile da districare (una affermazione che ci ricorda quell’asino che dava del somaro al mulo …), un Paese di corrotti, e un Paese a fiscalità eccessiva, che pretende di fare di testa sua togliendo le tasse sulla casa (ma come Vi permettete di decidere che cosa detassare) e lasciando le tasse sul lavoro. Ci vuole Monti (Dio ce ne scampi, se ha pietà di noi): così io tornerò a dire a chi mi chiede “È parente?”, no, è solo sfiga.  

Anche Wikileaks è stata azionata come una specie di bomba ad orologeria: ci ha rivelato quello che già sapevamo, quello che Geithner,  ex Ministro americano, aveva già ammesso, quello che è stato sotto gli occhi di tutti. L’Italia, o ciò che ne rimane, ha completamente perso la sua sovranità, e con essa la sua stessa dignità di nazione. Qualcuno ha deciso che un governo doveva cadere in Italia, e il governo è caduto.

In serata di mercoledì, godiamoci il teatrino dei telegiornali che ci racconteranno del vertice toscano-lussemburghese. Il giorno dopo, giovedì, leggiamo le prime pagine dei giornali che scrivono sotto dettatura. Scommetto che Romano Prodi ha già scritto un editoriale, che verrà prontamente pubblicato da una delle gazzette ufficiali che ormai rappresentano una stampa asservita e prona ai voleri dei poteri forti. Lo ha già scritto ora, a commento di quello che avverrà domani. Intanto, mica bisogna raccontare i fatti: quelli, non contano più, ormai. Godiamoci anche il padre putativo di quest’Europa, nelle sue dichiarazioni dove si sostiene, come sempre, tutto e il contrario di tutto.

Quando Veltroni si trovò a dirigere il nascente Partito Democratico fu obbligato a pronunciare un discorso che invito tutti quelli che non lo ricordano a cercare ed ascoltare su YouTube. Io istituirei un premio speciale, magari intitolato a Romano Prodi: il primo premio Prodi lo darei proprio a Veltroni, per quel discorso. Fu irresistibile: il Partito Democratico doveva essere una sorta di Partito trasversale, degli imprenditori, degli operai, degli impiegati, dei professionisti, degli immigrati, delle badanti … di tutti insomma, e il buon Veltroni riuscì a dire tutto e il contrario di tutto, a sostenere l’insostenibile, per cercare di convincersi e convincere che era nata una stella e non l’ennesima edizione del vecchio Partito Comunista.

Ecco, era sì, il discorso di fondazione del Partito Democratico: ma può essere preso a brillante esempio di un modo di fare politica che sopravvive da sempre in Italia. La politica che finge di ascoltare e accontentare tutti, di essere a favore di tutti e contro nessuno. Con il risultato di essere solo la rappresentazione del nulla, di un qualche cosa dipinto come realtà, ma che veramente non esiste e non può esistere.
Ecco perché non ci verrà evitato l’editoriale di Romano Prodi a commento del vertice fra il toscano e il lussemburghese: nessuno meglio di lui che ha contribuito ad inventarla ed alimentarla saprà rappresentare il nulla di questa realtà politica, italiana ed europea, che siamo costretti a vivere in questa epoca sciagurata. Il nulla di normare la lunghezza delle carote.

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Maurizio Monti

L'Autore
Maurizio Monti

Maurizio Monti

editore di TRADERS’ Magazine Italia, presiede il comitato direttivo dell’ Istituto Svizzero della Borsa, trader professionista con circa 30 anni di esperienza nella finanza operativa, dirige una società per lo sviluppo del trading algoritmico


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