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21.9.2016 Ogni parola viene analizzata e confrontata con le precedenti, allo scopo di capire se c’è una sequela tendenzialmente coerente in quanto affermato. I robot, che verificano le frasi pronunciate da politici o personaggi della finanza e li trasformano in segnali di “buy” o “sell” in Borsa, hanno certificato che l’ultimo discorso della Yellen, tenuto a Jackson Hole, non ha convinto.

DIMMI QUANTO RISCHIO
Il barometro dei mercati

Non è solo colpa delle politiche espansive delle Banche centrali, ma in parte anche delle regolamentazioni più stringenti introdotte nel settore finanziario dal dopo crisi Lehman e delle “manine” di non pochi intermediari. La sempre minore liquidità degli strumenti finanziari dipende da ragioni complesse e non è destinata a scomparire nel breve e medio termine.

Come la burocrazia continua ad uccidere l’iniziativa privata, anche quando si manifesta nei modi più semplici.

Dall’ufficio stampa di Compag, l’Associazione nazionale dei commercianti di prodotti per l’agricoltura, abbiamo ricevuto, con preghiera di pubblicazione, una testimonianza di un pensionato-hobbista veronese.

Bisogna ammetterlo, anche se magari un pò a malincuore per chi ha creduto, come noi, che fosse davvero l’inizio di una nuova epoca. La globalizzazione – in termini di relazioni economiche fra le grandi aree del mondo – è in forte crisi, con una febbre che sale sempre più. Ben diversa la mondializzazione, cioè la creazione di una cultura trasversale fra i popoli, che appare ancor più vivace grazie alla diffusione degli strumenti informatici di comunicazione.

Come annunciato in un precedente articolo già molte settimane or sono, l’Italia è tornata ad essere una sorvegliata speciale della UE. Le critiche alle politiche di bilancio del nostro Paese vanno dalla constatazione del fallimento della spending review (denunciata anche dalla nostra sempre più disperata Corte dei Conti), alla crescente difficoltà di fare impresa (a causa di fiscalità eccessiva, burocrazia e corruzione: ma guarda, la UE se ne è accorta …), e, infine, all’irrefrenabile aumento del nostro debito pubblico, che potrebbe “contagiare” l’Europa.

Chi di voi da bambino non si è mai sentito raccontare questa semplice storiella che risale in realtà alle famose favole di Esopo, scrittore greco vissuto approssimativamente fra il 620 e il 560 a.C.
Molto brevemente era estate e la formica lavorava duramente e alacremente per mettere da parte le provviste per l'inverno che si avvicinava. La cicala per contro cazzeggiava e cantava tutto il giorno senza fare nulla.

DIMMI QUANTO RISCHIO
Il barometro dei mercati

 Gennaio è stato pessimo ma febbraio non si annuncia migliore, almeno per quanto riguarda questa insensata volatilità dei mercati, che potrebbe addirittura aumentare nel brevissimo termine.
I fattori di incertezza sono tanti.

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Il barometro dei mercati

 Volete capire come vanno l’economia statunitense e quindi Wall Street? C’è un ottimo termine di raffronto, che in realtà gli analisti finanziari considerano un po’ vetusto e non sempre affidabile. Ha allora senso giudicarlo come ottimo? Sì. È il caro “vecchio” Dow Jones, indice borsistico che non tiene conto delle capitalizzazioni ma dell’importanza delle 30 società prese in considerazione in rapporto a rilevanti settori produttivi sia della “old” sia della “new economy”.

Come è noto, tutti gli stati democratici moderni hanno una corte o comunque un organo giudiziale che giudica della costituzionalità delle leggi e, qualora trovi tali leggi in contrasto con la costituzione, le elimina dall’ordinamento. E come è altrettanto noto, tale funzione ed i relativi organi furono istituiti per far sì che i principi fondamentali di libertà non fossero violati dalle leggi e dai provvedimenti emanati dalla maggioranza di volta in volta al governo, per evitare, insomma, il pericolo della cosiddetta “tirannia della maggioranza”. Ma negli ultimi anni queste corti e questi tribunali delle leggi hanno finito per assumere sempre più una importanza così schiettamente politica che l’osservatore non può fare a meno di rilevarla e soprattutto di cercare di individuarne le cause.

L'Italia è stata travolta a fine dicembre 2015 da una valanga di critiche concernenti la gravissima situazione in cui si sono trovate quattro banche, in primo luogo la Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, BancaEtruria.
La banca ha sempre avuto borsisticamente una vita molto agitata. Le azioni, offerte in sottoscrizione privatamente, vennero poi quotate prima della fine del secolo scorso. Il comportamento del titolo si infiammò quando si sparse la voce di un possibile interesse della Banca Popolare di Bergamo, interessata, secondo tali dicerie, a incorporare l'Etruria valutandola ben oltre 20 euro per azione.