Il broker di una volta e il broker di oggi

Pubblicato il: 5/05/24 12:33 AM

La connessione con quel particolare Universo.

In un nostro prossimo articolo parleremo dei “lettori di nastri”: era il nastro della telescrivente che comunicava le operazioni da fare o già effettuate.

Oggi, invece, parliamo degli albori del trading, quando i mercati azionari erano all’inizio e la tecnologia non era così avanzata come lo è oggi.

Le chiamate telefoniche giocavano un ruolo cruciale nell’esecuzione di operazioni di acquisto e vendita di azioni, obbligazioni e altri strumenti finanziari.

L’uso delle telefonate nel trading risale alla fine del XIX e all’inizio del XX secolo, quando le borse iniziarono a guadagnare popolarità e divennero importanti centri finanziari in città come New York, Londra e Parigi.

A quei tempi, trader, broker e agenti finanziari facevano molto affidamento sulle comunicazioni telefoniche per connettersi con gli agenti di cambio e i trading desk delle società di intermediazione.

La pratica era relativamente semplice ma essenziale.

Un trader che volesse acquistare o vendere un asset finanziario chiamava il suo broker o il trading desk della sua società di intermediazione.

Di norma (alle volte tralasciata), c’era una procedura iniziale di identificazione molto rigorosa. Tale preambolo stabiliva la connessione tra il trader e il broker, permettendo la seconda fase, che era la comunicazione della operazione da effettuare.

Il processo di piazzamento di un’operazione tramite telefonata prevedeva una serie di passaggi.

Innanzitutto, il trader forniva al broker tutte le informazioni necessarie sull’operazione che desiderava eseguire, compreso lo strumento finanziario, l’importo o la quantità che desiderava acquistare o vendere, il prezzo al quale desiderava effettuare la transazione e tutti gli elementi utili per definire esattamente la transazione. Spesso c’erano regole di spelling o ripetizione dei numeri, delle quantità e dei prezzi.

Il broker, prima di eseguire, ripeteva tutti dettagli dell’operazione e a fronte della conferma da parte cliente, da quel momento, diventava responsabile dell’esecuzione.

Normalmente, il broker effettuava la transazione tramite una ulteriore telefonata presso l’agente della borsa valori interessata per effettivamente trasmettere a mercato l’ordine di negoziazione.

Nell’epoca del trading on line e dei dati a tempo reale, degli ordini stimabili in velocità di esecuzione di millisecondi, tutto ciò appare proveniente da una diversa era geologica.

Tutto sommato, non sono trascorsi moltissimi anni da quando tali processi erano gli unici possibili, talvolta accompagnati da conferme via telex. Questo era gradito soprattutto nelle comunicazione da un paese all’altro, quando non da un continente all’altro.

Chi si ricorda che una volta esisteva il telex, in Italia installato da Poste Italiane, come strumento di comunicazione scritta istantanea a distanza? Ne ricordo ancora il canone pazzesco di un milione e trecentomila lire al mese solo per avere l’apparecchio installato …

Il contatto telefonico con il broker diventava per i trader un momento di confronto. Il broker raramente raccomandava operazioni, ma forniva operazioni utili sul mercato: ad esempio la prevalenza di ordini di acquisto o di vendita su determinati titoli.

A fronte di operazioni che venivano svolte lentamente, con possibilità di errori, e con rischi significativi nei momenti di elevata volatilità, c’era il contatto umano: che, quando i rapporti erano consolidati e frequenti, diventava un momento in cui il trader non si sentiva solo contro il mercato.

Il broker diventava, in qualche modo, il suo alleato. Tutto il contrario di come poi sarebbe stato percepito il broker nell’epoca del trading on line.

Non più l’incontro con una persona dal tono professionale, ma colloquiale e gradevole, bensì lo scontro con lo stress di utilizzare uno strumento digitale e di sentirsi maledettamente soli.

Paradossalmente, oggi, quando si ricorre al telefono per trasmettere ordini di borsa, il rapporto telefonico con il broker non è ammantato di quella empatia e cordialità di un tempo: spesso avviene quando qualcosa non funziona o quando ci si trova in una situazione sgradevole o di emergenza che impedisce la negoziazione online.

E quando questo succede a seguito, ad esempio, del down di una piattaforma, ai due estremi del filo del telefono ci sono due persone stressate e tutt’altro che disponibili all’empatia.

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Maurizio Monti

Editore

Istituto Svizzero della Borsa