La delusione si fa sentire

Pubblicato il: 2/05/24 11:43 PM

Commenti rarefatti.

La figura che sta disegnando l’S&P500, pur con l’alea della più totale incertezza, non è delle più rassicuranti.

L’analisi della stagionalità del Vix ci dice che il picco di volatilità, in maggio, si verifica normalmente fra il 7 e il 14 maggio. Quest’anno significa nella seconda (la prossima) o nella terza settimana di maggio.

Di conseguenza, l’S&P500 vede un minimo nello stesso periodo, alle volte anche nella terza settimana di maggio.

Il 17 maggio, giorno di scadenza tecnica mensile delle opzioni, può essere nella zona del punto di inversione.

Quest’anno, aprile è stato negativo per le borse, andando quindi in contraddizione rispetto alla statistica, che lo vede come mese a buona performance.

Nonostante ciò, il punto di inversione in aprile è stato il giorno 19, ovvero esattamente all’inizio della zona temporale di inversione predetta dal nostro algoritmo, che forniva 19-22 come date possibili (venerdì o lunedì).

Mentre la probabilità, a fine marzo, forniva la previsione di continuazione del rialzo fino al 19-22 e poi un ritracciamento, è avvenuto il contrario: il giorno 1 aprile è iniziata la fase ribassista, si è completato il ciclo con il minimo del 19 aprile, e l’S&P500 ha iniziato la fase di rimbalzo.

La prima onda di rimbalzo ha toccato il 50% dell’ultimo range, appena sotto 5150, nella zona della media mobile a 50.

Su tale livello, come abbiamo constatato in precedenti articoli, c’erano massicce dosi di call sulle opzioni di brevissimo termine: call, certamente vendute, che hanno fatto da potente resistenza.

La giornata del 30 aprile è stata fortemente ribassista con una discesa di oltre l’1.5% dell’S&P500: la lettura combinata dei due dati macro del giorno ha diffuso un clima pesante.

Si trattava dell’Employment Cost Index, in aumento dell’1.20% (contro l’1% della previsione), e del CB Consumer Confidence, in calo a 97, contro una previsione di 104: l’evocazione della parola “stagflazione” è bastata a far scendere in modo precipitoso il mercato.

Con precisione geometrica, i minimi hanno continuato la fase crescente e nella giornata di ieri, 2 maggio, l’S&P500 ha visto di nuovo il rialzo, toccando di nuovo quota 5100, sul cui livello le opzioni zeroday mostravano più di 30.000 call di volume arrivato nella giornata.

Supponendo un prosieguo del tentativo di rimbalzo, troviamo a 5130 una area di resistenza importante. E’ possibile che il massimo di oggi 3 maggio abbia a che fare con tale livello di prezzo.

Se superata, potremmo arrivare ad una data compresa fra oggi e mercoledì 8 maggio, ipotizzando in questo range di date un massimo relativo, che vogliamo supporre oltrepassi, magari di poco, la media mobile a 50, cercando di sondare l’area 5200, senza toccarla (per esempio 5175-5185).

Ovviamente, la fermata potrebbe essere anche prima: ma se riesce a superare la prima area critica di resistenza a 5130, magari da lunedì in avanti, lo scenario rappresentato diventa probabile.

Il picco massimo dovrebbe essere nell’area del 62.50% dell’ultimo range: che è a 5197, quindi leggermente oltre l’area ipotizzata sopra.  

Se questo scenario si verificherà, dobbiamo essere molto vigili: si tratta di una figura e di una area molto critica.

Il test del 50% di una prima onda ribassista, e di un 62.50% dopo, può essere il preludio di una ulteriore onda di discesa destinata a sondare il minimo a 4963 e probabilmente a superarlo.

L’area della massima volatilità e quindi di un minimo relativo importante potrebbe configurarsi quindi nella terza settimana di maggio, con forte probabilità intorno al 14-15 maggio. Questo coinciderebbe con un picco di volatilità.

Non può essere esclusa una ulteriore estensione del ribasso nella settimana 20-24 maggio, meno frequente dal punto di vista stagionale, ma sicuramente possibile.

Poi, ci sarà un enigma da decifrare: è l’inizio di un vero e proprio ciclo ribassista, destinato a sondare la direzione del minimo a 50 mesi (che va conteggiato dal minimo del COVID e quindi potrebbe essere piuttosto profondo, tenuto conto che l’onda rialzista complessiva da tale minimo è stata di 3.000 punti), oppure si riparte verso quota 5.500 ?

Il minimo a 50 mesi ha un range piuttosto largo (da 46 a 58 mesi), significa che potrebbe addirittura essere nel 2025.

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P.S.: I commenti ai tassi di interesse sono sempre più rarefatti.

La grande finanza non vuole parlare di come una previsione di 6 riduzioni dei tassi, di cui la prima a marzo, si sia trasformata in una speranza per una sola riduzione a novembre o dicembre (con il grave problema politico che a novembre ci sono le elezioni e la FED potrebbe rimandare la decisione, per non condizionare il risultato elettorale).

Unica riduzione dell’anno, ribadisco, che è soltanto una speranza.

La riunione della FED del primo maggio, complice il clima da ponti di vacanza in Europa, è passata completamente sotto tono.

Meglio non parlare, quando le cose non vanno.

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Maurizio Monti

Editore

Istituto Svizzero della Borsa