L’incertezza estiva comincia

Pubblicato il: 28/06/24 11:36 PM

Mondo di tromboni.

Nella stagionalità degli ultimi 15 anni, sull’S&P500, il 28 giugno è stato prevalentemente rialzista rispetto al 27 giugno.

E’ stato un rialzo particolare quello che ci ha mostrato l’indice americano nella giornata di venerdì 28 giugno.

Dopo qualche esitazione intorno all’orario in cui è stato pubblicato il dato sul PCE, dopo le 14.30, il mercato americano sembrava dirigersi verso l’area dei massimi o addirittura di nuovi massimi.

Partivano all’unisono, dopo parecchi giorni che non accadeva, tutti e tre gli indici principali americani: S&P500, Nasdaq e Dow Jones sembravano avere ritrovato la sintonia. Come una anticipazione della ritrovata omogeneità di comportamento che in genere vediamo nel mese di luglio.

A metà seduta, il clima è diventato più incerto. L’S&P500 fermava la sua corsa a 5585, tre punti sotto il massimo del 20 giugno a 5588.

La resistenza del doppio massimo, accompagnata da graziosi volumi di call vendute, favorivano la discesa, che dirigeva verso il lato opposto, di cui abbiamo parlato negli ultimi articoli: dieci punti sopra il livello critico 5500, ancora una volta a 5510 veniva ritestato il supporto.

Piccolo rimbalzo a fine seduta, giusto per recuperare quel punto intermedio nell’area 5520/5530 che da una settimana sta accontentando gli operatori.

Rialzo sì, ma di breve durata ed ennesimo ri-test della linea di supporto e ancora una volta lateralità di fondo.

La candela che si è disegnata venerdì 28 sembra la gemella di quella del 20 giugno, a cui fecero seguito altri due giorni di continuazione al ribasso.

Gli analisti, anche alcuni blasonati nomi istituzionali, cominciano ad essere prudenti nelle previsioni: le dichiarazioni di Pasquariello (analista di Goldman Sachs) sul “dover tirare il freno” al mercato azionario hanno avuto sicuramente un impatto sulla seduta di venerdì.

Il giorno prima era stata la volta di un altro grande nome (di cui personalmente ho ragione di non nutrire alcuna fiducia ma che considero spesso divertente, perché non hanno una percezione esatta di quanto alle volte lo siano – non li cito perché non mi piace farlo in assenza di contraddittorio).

Ci aveva deliziato con una previsione fantastica, di quelle con il 101%, se fosse possibile, di probabilità Monte Carlo: l’S&P500 potrebbe andare, hanno dichiarato, a 4000 oppure a 6.600. Si faceva fatica a crederci l’avessero scritto.

Probabilità schiaccianti dalla loro, non ci sono dubbi, con un range di 2600 punti devono averci la sfortuna ritagliata sulle cravatte per non prenderci. Nondimeno, è certamente un sintomo di incertezza (in questo caso abissale).

Si prepara il clima pre-elettorale, con i dibattiti one to one dei due candidati alla presidenza USA. E i mercati cominciano a sentire l’incertezza di cui sopra.

La voglia di rialzo continuerà ad esserci, probabilmente, con qualche inciampo.

Vedremo se luglio rispetterà la statistica rialzista: la Classroom è andata in onda di lunedì 2 luglio (vedi sotto il link per iscriverti e vedere la registrazione), abbiamo discusso anche di questo, opinioni favorevoli e contrarie ad un luglio rialzista.

Sul nostro canale webinar, abbiamo parlato di Stellar: sistema di trading in opzioni per portare la probabilità di profitto dalla tua parte con un esemplare controllo del rischio.


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P.S.: C’è un sentiment diverso da quello che ha dominato i mercati fino a maggio. Anche il ritracciamento di aprile, aveva confermato, a suo modo, un clima di certezze.

Ora si comincia a combattere con la insicurezza. Proprio mentre finisco di scrivere questo articolo, vengo folgorato da Kolanovic, analista di JP Morgan, che dichiara un meno 20% prossimo venturo sull’S&P500.


Eh sì, è il ciclo a 4 anni, e potrebbe starci, ne abbiamo parlato nei webinar e in alcuni articoli precedenti. Ciò che meraviglia: sono gli stessi che hanno pompato il mercato all’inverosimile da fine ottobre 2023. Ora sembrano volerlo demolire.

E nella giornata di venerdì 28 sembrava un coro di voci che invitava a vendere.

Noi pensiamo che il meno 20% (o forse solo un meno 15%) di S&P500 sarà fra agosto e ottobre, con maggiore probabilità a settembre e ottobre. Potrebbe essere anticipato?

Tutto è possibile, ma penso proprio di no: e allora mi chiedo, perché tutti ora a invitare alla prudenza e a prevedere il peggio?

Mondo di tromboni che suonano a comando…

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Martedì 2 luglio scorso alle 11.30 è andata in onda la Classroom, un’ora per studiare insieme i mercati, individuare tattiche e strategie vincenti. Clicca per iscriverti e vedi la registrazione.

Maurizio Monti

Editore

Istituto Svizzero della Borsa