La dimora degli uccisi

Come sopravvivere in battaglia

Cultura molto lontana dalla nostra quella Nordica. La Cultura con cui si scontrò, per poi soccombere, l’Impero Romano: che, non comprendendola, affibbiò ai popoli che ne erano portatori l’indistinto nome di Barbari.

Saranno stati Barbari, ma alla fine a Roma ci arrivarono. Cioè, vinsero loro. Anche se un Signore chiamato Gesù Cristo diede loro un aiuto determinante.

Non molti sanno che il Colosseo eccitò molto la fantasia dei cosiddetti Barbari. Tanto che, sarà un caso, ma il tetro edificio che nella loro Cultura ospitava i “campioni”, i guerrieri migliori morti durante le battaglie, aveva una forma se non uguale quanto meno simile al Colosseo.

Tali guerrieri, come sempre quando si spedisce la gente a morire, dovevano essere motivati: e quindi veniva loro rappresentato un futuro radioso della loro anima nella Valhalla, il paradiso dei guerrieri morti gloriosamente in battaglia. Valhalla che aveva 540 porte, così grandiose che ciascuna poteva far transitare 800 guerrieri ciascuna allineati spalla a spalla. Insomma, andate, morite, posto nella Valhalla ce ne è da vendere: non c’è neanche coda in ingresso.

La Valhalla era quindi la dimora degli uccisi: e, guarda un po’, a scegliere gli uccisi in battaglia erano le donne, le Valchirie, proprio quelle immortalate daWagner. Le Valchirie cavalcavano nell’aria (che cosa poteva esserci di meglio per Wagner e la sua musica?), al fianco di Odino, che era un po’ il grande manager della Valhalla. E appena un guerriero moriva le Valchirie erano lì, pronte a portarlo nella Valhalla, dove poteva divertirsi ad oltranza bevendo birra.

C’è un destino che non deve colpirti, quello di essere scelto dalle Valchirie del mercato per essere portato nella Valhalla, che, parafrasando, ai tempi nostri, possiamo immaginarlo come il luogo dove i trader si rifugiano dopo avere perso il proprio capitale.

Le Valchirie sono numerose. Popolano i mercati, i siti internet, le pagine Facebook. Pericolose come poche, spesso bellissime ed affascinanti, inducono i trader e gli investitori in tentazioni di cui poi pentirsi amaramente. Perché la Valhalla, nella nostra Cultura, non è poi così divertente.

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Maurizio Monti
Editore
Istituto Svizzero della Borsa
 

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