A maggio sarà crollo?

Cose che pochi hanno visto    Perché continui a essere preoccupato per il mese di maggio?” Mi chiede un lettore, molto attento a quello che scriviamo.

lo dici anche tu:”, continua il nostro Lettore, “il mercato ha già digerito decine di milioni di disoccupati e un prezzo del petrolio andato addirittura in area negativa. Lo scollamento fra finanza ed economia è ormai così evidente che non dà alcun segno concreto di finire.

Hai perfettamente ragione. Questo è ciò che sembra. E io che sono un decrepito studioso di economia e finanza, rischio senz’altro di avere un’idea distorta di quanto i bazooka delle banche centrali riescano a tamponare in finanza i problemi reali dell’economia. Quanto la mia valutazione è influenzata dalla mia visione produttiva in un mondo sempre più virtualizzato?

Ci sono però alcune ragioni che mi fanno continuare a propendere per “stare preoccupato” nel mese di maggio. Poi: se sarà l’esatto inverso, ben venga, sarò il primo a gioirne.

Il bombardamento
Anzitutto. Siamo sotto bombardamento. Come durante la guerra, solo che invece di bombe sulla testa, riceviamo informazioni e statistiche, più o meno contradditorie, che si accumulano nel nostro cervello. E questo indebolisce la nostra lucidità.

Da un lato, vogliamo uscire dalla prigione del coronavirus. Dall’altro vogliamo “essere al sicuro”. Le due cose confliggono, per definizione.

In una società mondiale complessa come quella attuale, trovare la quadra a questo conflitto non sarà facile. Anzi: diciamolo. I governi e le istituzioni faranno catastrofici errori e noi a nostra volta. Hai visto in Italia che è nata una Task Force per ogni ministero? Ovviamente, task force che non rappresentano minimamente chi produce e chi realmente fa. Sono Task Force fatte da chi “pensa” le cose. E fare e pensare sono cose diverse. Per di più tutti uomini, o quasi, con pochissima o nulla presenza femminile. Mi spiace: faremo errori catastrofici e non solo noi, in Italia. Anzi, gli errori di ciascuno diventeranno le conseguenza da scontare per tutti.

La disarticolazione
Il microcosmo Europa, con le sue divisioni ed egoismi, con la sua contraddizione di avere unificato la circolazione di merci e persone e di avere adottato per gran parte una moneta unica, senza avere adottato misure di unificazione confederale concreta, è in realtà la rappresentazione, su scala più piccola, di un mondo globalizzato che non ha minimamente curato il rischio boomerang di avere ammesso nel circolo feroci dittature comuniste o di tutti i colori (ma le prime sono le più pericolose) a fare commercio alla pari con i paesi capitalisti a struttura democratica.

La disarticolazione interna all’Europa è solo il riflesso di una disarticolazione più ampia, strutturata a livello mondiale, dove la criminalità implicita ai comportamenti delle dittature è sciroppata con le democrazie, con la differenza che i governi criminali sono più rapidi a decidere ed agire dei governi democratici che sono, sia pure con tutti i loro errori e limiti, rispettosi dei principi di divisione dei poteri, di bilanciamento, di rispetto della persona umana.

In conseguenza di tale disarticolazione, la reazione al Coronavirus, la ripresa, l’uscita per ora del tutto teorica e potenziale dalla crisi, sconterà comportamenti diversi e strategie con modi e tempi differenziati, con conseguenze imprevedibili sul piano economico e finanziario. Non sappiamo che cosa avverrà, o possiamo solo supporlo e lo faremo, ma non può esserci nulla di buono quando un evento esogeno va a incidere su una società già disarticolata e che non ha risolto le sue contraddizioni e i problemi di fondo.

Le banche centrali
Le banche centrali e i presidenti americani c’erano anche quando i mercati sono crollati. Sempre. Quindi le banche centrali e Trump non possono fermare i mercati. Mettiamocelo bene in testa. Si diceva e, malgrado tutto, si dice ancora: Trump non consentirà ai mercati di scendere. La FED interverrà. La BCE è pronta. Sono sempre tutti pronti, ma i mercati, come è giusto, fanno i mercati, come le banche centrali fanno le banche centrali e i presidenti americani fanno i presidenti americani. Quindi: nemmeno Trump, malgrado lui stesso creda il contrario, ha poteri divini.
Io mi aspetto “grandi interventi” da parte delle banche centrali nel periodo che va dall’11 maggio al 30 giugno. E questo, casomai, mi rafforza nel prevedere un periodo molto difficile per i mercati in quelle settimane.

Gli algoritmi
Da sempre studio la matematica dei mercati e ho fondato e dirigo una azienda che vive solo di quello, da molti anni, con tante persone entusiaste che dalla mattina alla sera e spesso dalla sera alla mattina studiano sistemi algoritmici.
Dalla fine del 2019 e anche prima, con più approssimazione, diamo alert molto chiari sul biennio 2020-2021. Attenzione: parliamo di un biennio e non solo del 2020.

Il 2021 vivrà drammatiche conseguenze della crisi economica e finanziaria innescata nel 2020 e ancora di più dalle conseguenze degli errori nella gestione del conflitto di cui sopra. Quando la paura del virus (il desiderio di essere al sicuro) e l’avidità (naturale) del guadagno (il desiderio di sopravvivere ed essere liberi di viaggiare, di uscire, di intraprendere) non trovano un equilibrio immediato, i mercati soffrono di una febbre particolare: la volatilità, quando sale, come la febbre degli umani, genera altra volatilità ed è anche contagiosa.

Non solo: c’è un altro fenomeno da cui guardarsi, che è l’up and down ossessivo, di cui abbiamo avuto appena un primo sentore nelle ultime due settimane. La causa, anch’essa più volte prevista nei nostri scritti degli ultimi mesi, è l’alternarsi di euforia e panico.

Quando un nostro algoritmo continua a prevedere come probabilità statistica del 18% (bassa ma non trascurabile) un nuovo massimo dei mercati nel 2020, a 3540 di S&P500, non significa che l’algoritmo sbaglia a priori ed è ora di mandarlo in pensione: significa, come abbiamo espresso da mesi, e come continuiamo a dire, che la volatilità di questo biennio sta facendo e farà impazzire i mercati. E che picchi di mercato inaspettati saranno possibili come ribassi improvvisi.

E i nostri algoritmi hanno detto: la data del 20 aprile sarà particolare. E con il petrolio a -40 dollari credo che certamente non abbia sbagliato. La previsione era per una inversione dei mercati azionari, un po’ più pronunciata di quella che si è poi innescata almeno fino ad ora. Ma se all’algoritmo di inversione aggiungi il mix micidiale dell’up and down ossessivo, allora capisci bene che nella settimana che entra tutto è assolutamente possibile. Compreso il nostro livello di riacquisto in area 2600 più o meno 15 punti. E perché no, la rottura di 2885, in direzione opposta.

E allora, maggio 2020?
I nostri algoritmi dicono che la maggiore perturbazione dei mercati in questa stagione potrebbe innescarsi proprio nel periodo dall’11 maggio in avanti. Anzi, il valore di culminazione più probabile, l’algoritmo lo inserisce nei giorni 14-15 maggio o nell’inizio della settimana successiva.
È vero: l’algoritmo dice che è una inversione a fronte di un prezzo critico, che può essere un massimo oppure un minimo. Ma se è un massimo, la probabilità di uno sciacquone è proprio alta. Proprio alta. E potrebbe durare 5-6 settimane.

Questa è la matematica probabilistica, scienza errata per definizione. Ma collima con la nostra valutazione di una ripresa “incerta” e costellata di errori. Non solo in Italia, nel mondo intero. E il preludio di una estate tutta orientata al basso profilo dove la finanza, come sempre, beneficerà dei favolosi soldi gratis delle banche centrali e l’economia soffrirà degli errori colossali di redistribuzione della ricchezza in mano a governi chiamati a gestire una emergenza senza averne la cultura e l’esperienza necessaria.

Governi che, ricordo, avrebbero dovuto in diverse parti del mondo gestire “una presunta terza via” alternativa alla destra e alla sinistra e che paradossalmente saranno travolti dai loro errori dovuti al non sapere intraprendere una strada né di destra né di sinistra o di farlo in modo troppo disomogeneo.

Occorre una strada che tenga conto della paura oppure tenga conto dell’avidità. Le vie di mezzo, purtroppo, sono catastrofiche, anzi, non esistono e la storia ne fa giustizia.

Le rivolte sociali
Il 2020 e il 2021 saranno costellati di rivolte sociali in molte parti del mondo. Se mi hai sentito meno duro del solito, nelle ultime setimane, contro il governo italiano è per questo: il mio urlo contro i ministri che basta guardarli in faccia per capire che non possono fare i ministri è ben noto a tutti, ma qualunque sia il governo, ora lo abbiamo e non è il momento di non essere uniti. Lo dico anche alle opposizioni, calma, moderazione, collaborazione, toni da dialogo e non da conflitto. Dobbiamo collaborare ed essere italiani, ora come non mai.

Tiriamo fuori tutta la nostra capacità incredibile di essere italiani, mentre vedremo rivolte che scoppiano negli Stati Uniti, in Francia, in Catalogna, in Cina, ad Hong Kong, in Argentina, in Colombia, in Brasile e in Venezuela. Cerchiamo di stare dalla parte giusta con i nostri cuori di italiani. Cerchiamo di capire che prima eliminiamo le dittature dal mondo e più saremo sicuri tutti noi, come il Coronavirus ci sta dimostrando. Sarà già una nostra vittoria in un momento molto difficile della nostra storia e che ricorderemo per tutta la vita. Prima del 2024-2025 non vedremo una vera svolta, crediamoci e la vedremo.

Martedì 28 aprile scorso, su Traders’ Webinar ho parlato di A Beautiful Night: il metodo tutto algoritmico che utilizziamo da anni per fare trading sull’S&P500 nella fase notturna. Metodo che ha consigliato di stare alla finestra fin dall’inizio del periodo critico del coronavirus. Perché anche stare alla finestra è un consiglio prezioso, anzi è un vero e proprio segnale di trading ad alto valore aggiunto. Abbiamo visto che cosa sarebbe accaduto al sistema se alcuni filtri di volatilità non fossero entrati in funzione: e ho rivelato in pubblico per la prima volta una curva che è stata rivoluzionata dall’impatto del Coronavirus andando su un livello completamente diverso di trend e che ci dà la precisa indicazione di come comportarci in avvenire. Perché tornano, proprio ora, le notti meravigliose. Clicca per iscriverti e vedi la registrazione.

P.S.: In questo momento della tua vita, la più grande trappola in cui puoi cadere è aggrapparti alle idee fisse. Alle convinzioni granitiche, predeterminate, dovute alle esperienze di vita, soprattutto al dolore che hai provato in alcuni situazioni del passato e che ora ti condizionano.
Anche i nostri algoritmi, grazie a quella Intelligenza Artificiale che li comanda, ci dicono quando è ora di cambiare. O meglio quando è più probabile farlo. A Beautiful Night non cambia i suoi algoritmi, ma la sua intelligenza artificiale ci dice come operare in altro modo.
Ne abbiamo parlato nel webinar: vedrai cose che in pochi hanno visto. Clicca per iscriverti e vedi la registrazione.

Maurizio Monti
Editore
Traders’ Magazine Italia