La memoria corta corta corta

Pubblicato il: 22/04/21 1:35 AM

È solo un problema di testa

Il primo browser internet di successo è quasi scomparso dalla nostra memoria storica.

Sto parlando di Netscape. Ammesso alla quotazione nell’agosto del 1995, Netscape fece un vero e proprio boom, raggiungendo la capitalizzazione di circa 3 miliardi di dollari fin dai primi giorni di contrattazione.

Il geniale inventore di Netscape è Marc Andreessen, oggi imprenditore famoso della Silicon Valley, per avere scommesso su aziende come Facebook, Twitter, Airbnb, Skype, eBay, Instagram, Stripe.

È anche famoso per avere dissuaso Marc Zuckerberg a vendere a Yahoo per un miliardo di dollari la sua creatura, Facebook, quando era ancora agli inizi.

Netscape segnò l’inizio della popolarità di internet. Prima dell’uscita di Windows95 c’era Netscape e nessun altro. E tutti coloro che hanno usato internet prima del 1995 hanno quasi sicuramente utilizzato Netscape.

Al momento in cui Netscape entrò in Borsa, era impossibile attribuirgli un valore. E sui mercati, questo tipo di impossibile percezione del valore, alle volte, viene confuso con un valore immenso, così alto da non poter essere determinato.

Netscape vinse la sua battaglia legale contro Microsoft ma perse la guerra sul mercato, quando Explorer era già diffuso a tal punto da non consentire più alcuna possibilità a Netscape. Se oggi usi Mozilla Firefox, sappi che sotto c’è, di base, il motore di Netscape.

Con la perdita della guerra commerciale, il titolo crollò, creando grandi perdite agli investitori che ci avevano creduto.

Il 14 aprile scorso, è stato ammesso alla quotazione Coinbase, il più grande cambiavalute mondiale per le crypto.

Ho una memoria storica molto viva e mi ha rammentato da vicino Netscape. Quando gli investitori non hanno idea di quale valore attribuire, possono accadere fenomeni curiosi.

Coinbase apre a 381, raggiunge 429, e poi crolla a 310, valore intorno al quale ancora gravita nei giorni successivi.

A 429, Coinbase valeva 112 miliardi di dollari: più del Chicago Mercantile (78 miliardi), più del Nyse (67 miliardi), più del Nasdaq (26 miliardi). Più di tutti.

Può Coinbase valere più del Chicago Mercantile? Può Tesla valere più della Volskwagen, della Ford, della General Motors, della Toyota?

Il mercato ha la memoria corta corta corta.

Il 22 aprile scorso, alle ore 18, insieme con Alessio Trottarelli, l’autore di Assist, di Trotta e Galoppa e delle Opzioni deliziose, in un imperdibile webinar dell’Istituto Svizzero della Borsa abbiamo parlato di portafogli intelligenti protetti.

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P.S.: Non c’è nulla di male a voler speculare sul mercato. Chi ha comprato Tesla a 150 dollari ha fatto un ottimo affare. Ma se è bolla, è bolla. Non è altro. Dalle bolle si può guadagnare avendo la testa da speculatori. Attenzione, se hai la testa da investitore, però. È proprio, soltanto, un problema di testa.

Clicca per iscriverti e vedi la registrazione, 55 minuti di pura Cultura Finanziaria. Prometto e sai che mi piace mantenere.

Maurizio Monti
Editore
Istituto Svizzero della Borsa