La paura vende bene

Pubblicato il: 14/06/24 11:36 PM

Altro che Cultura, adrenalina ci vuole.

Molti anni fa, conobbi un editore statunitense di origine italiana.

Aveva trasformato il suo nome di battesimo inglesizzandolo. Ed aveva un cognome italianissimo, che aveva lasciato così come era, molto pronunciabile anche in inglese.

Il collega editore pubblicava una newsletter per investitori, e con molta costanza, era riuscito ad acquisire un pubblico non molto numeroso, ma sicuramente affezionato.

Studiava notte e giorno.

Era così focalizzato sul suo lavoro che raramente era disponibile a parlare e a confrontarsi. Mi mandava la sua newsletter, lì erano contenute le sue opinioni.

Un giorno, nella sua newsletter, a caratteri cubitali, c’era la previsione di un prossimo crollo di borsa.

Nella newsletter erano spiegate le ragioni, che, invero, trovai basate su metodologie molto diverse (e anche parecchio “criptiche”) rispetto a quelle trasparenti e comprensibili che ero abituato a leggere.

Nel titolone c’era il giorno preciso del crollo (era un giorno di maggio). Nell’articolo, veniva spiegato che la previsione poteva avere una validità di circa sette giorni prima o dopo il giorno citato nel titolo.

Il crollo era descritto con molti dettagli e con l’invito agli investitori a tutelarsi per tempo, utilizzando il tempo a disposizione che avevano. Ovviamente, seguendo i consigli dati nella newsletter.

Nel mese di maggio, in quei giorni, il mercato effettivamente scese. Ma non si trattò di un crollo, quanto di un ritracciamento, neanche troppo significativo, come peraltro spesso avviene a maggio.

La newsletter successiva uscì con toni trionfalistici, sbandierando l’avvenuto miracolo della previsione praticamente, a suo dire, “perfetta” … nell’articolo era spiegato che sì, la magnitudine del movimento era stata inferiore al previsto, ma questo, sempre secondo lui, era normale e indicava, invece, che il metodo di previsione era “totalmente” affidabile.

Nei giorni successivi, trovai una sua intervista rilasciata ad una testata statunitense, non molto conosciuta all’epoca, dove veniva trionfalmente ribadito il “salvataggio” di molti investitori che avevano seguito i suoi consigli.

Nelle newsletter successive, non mancava mai un trafiletto o un riferimento alla previsione azzeccata.

Era l’inizio di una serie. Dove lui parlava sempre più spesso della possibilità di crolli, adducendo ogni volta analisi a supporto, che finirono con il diventare ai miei occhi piuttosto discutibili.

Alle volte parlavamo, ma alle mie domande sul metodo utilizzato per le sue previsioni e soprattutto sul cambio assoluto di stile rispetto alle prime edizioni della sua newsletter, lui riusciva sempre a sgusciare via in modo brillante e non insistetti mai più di tanto.

Il mondo della finanza è sempre pieno di segreti di Pulcinella.

Passò circa un anno, forse due, lui continuava a mandarmi la newsletter “per avere il mio parere”, ma io la leggevo sempre meno.

Ogni tanto c’era una previsione di un grande crollo, o di un ribasso significativo, un alert. Se la previsione veniva minimalmente azzeccata, seguiva una marcia trionfale nella newsletter successiva.

Se di ribasso, né men che meno, di grandi crolli non ce ne era l’ombra, lui riusciva sempre a dare una spiegazione di tipo “complottista”: una congiura di qualcuno, in genere grandi banche, alle volte addirittura la FED o il Tesoro degli Stati Uniti, per tendere un tranello agli investitori più avanti nel tempo.

Perché, fra l’altro, lui vantava (sosteneva di vantare, secondo me) conoscenze in tutti gli ambienti della finanza, dell’industria, del governo, perfino della Casa Bianca.

La newsletter, nel frattempo, cresceva di dimensione, ospitando anche pubblicità di terzi, che, lui specificava, non inficiava assolutamente la sua “autonomia e indipendenza di pensiero”. E chi ne dubitava …

Era evidente che gli affari andavano bene. Il mio amico aveva trovato qualche cosa che piaceva al pubblico.

Paradossalmente, la paura.

Negli anni successivi, era sempre più impegnato. Arrivò a prevedere il giorno e l’ora di un crollo di borsa, sparando una newsletter in edizione ultra-straordinaria, con sottotitoli da pura disperazione.

Il personaggio doveva anche essere un po’ fortunato, perché circa un’ora dopo la sua azzardatissima previsione, per effetto di una notizia, il mercato fece uno scivolone e la giornata chiuse in negativo. Pensai (e penso ancora) che il gioco di azzardo fu proprio sull’uscita della notizia e che l’orario anticipato di un’ora serviva a rendere la previsione “credibile” in quanto tale e svincolata dalla notizia stessa.

L’occasione fu ghiotta per annunciare “l’inizio della fine per il mercato”, ovviamente aggiungendo che con la sua newsletter gli investitori sarebbero stati salvi, lasciando il resto del mondo essere travolto dalla disastrosa ondata ribassista in arrivo.

Il mio amico cominciò a vendere la sua newsletter in diversi paesi del mondo. Mi chiese, anche, se volevo diffonderla in Italia e in Svizzera, o dove ritenevo opportuno, ma opposi di essere troppo impegnato per potermi dedicare a tale attività…

Aveva raggiunto qualche milione di dollari di fatturato, con una struttura due camere e cucina.

Si ritirò dal mercato qualche anno dopo. Mi disse che era stanco e voleva godersi il successo. Raccontare panzane stanca.

Non avemmo più ragione di sentirci.

Non molto tempo fa, ho trovato una pubblicità in un sito statunitense: “Ex consulente della Casa Bianca avverte: i mercati crolleranno”.

Fui incuriosito del fatto che era un “ex consulente della Casa Bianca” ad occuparsi del crollo dei mercati. Approfondii…

Era ancora lui. E’ tornato. Forse si è annoiato a non fare nulla, forse ha finito i soldi o li ha sperperati, non so.

Però è ancora lui, un po’ più avanti con gli anni. Il “consulente della Casa Bianca” torna a prevedere il crollo dei mercati.

La paura vende bene. Altro che Cultura, direbbe lui. I lettori vogliono adrenalina ….

Sul nostro canale webinar, invece, non muoviamo adrenalina, ma Cultura, cocciutamente convinti di quello che facciamo: parliamo di sistemi di trading in opzioni, di abbinamenti fra sistemi diversi,

anche di una “chicca” sul sistema annunciato più di recente, Stellar, dove riveliamo una caratteristica di cui non abbiamo parlato nei webinar dedicati al servizio,

clicca per iscriverti e vedi la registrazione.

P.S.: In un prossimo articolo, parleremo di un altro grande produttore di catastrofi: lo fa da almeno 20 anni, ha scritto otto libri, se tutte le catastrofi che ha previsto si fossero avverate, probabilmente non solo i mercati, il mondo sarebbe polverizzato.

Durante la crisi del 2008-2009 aveva previsto una sorta di annichilimento dell’economia mondiale post-crisi e pubblicò un libro su questo, vendendo milioni di copie in tutto il mondo. Annichilimento totale, davvero, economia azzerata.

Ora è tornato anche lui. In una intervista a Fox News prevede il meno 86% sull’S&P500 nel 2025.

Sostiene di essere un gestore di fondi e questo mi incuriosisce: se va short sul mercato, negli ultimi 15 anni ci ha preso poche volte. Se va long, allora racconta panzane, con i suoi crolli annunciati. Forse, la seconda che ho detto.

Però sta a Porto Rico: perché “le impiegate, lì, costano meno e hanno meno pretese”.

Prossimamente ne parliamo, con nome e cognome: stai sintonizzato. Esamineremo le ragioni del crollo annunciato e cercheremo di confutarle.

Un’ora di grande e seria Cultura finanziaria di altissimo livello, clicca per iscriverti e vedi la registrazione.

Il 21 giugno prossimo ritorna Opzionaria Friendly Tour nel suo format di una giornata intera di grande Cultura delle opzioni nell’Aula d’Onore della SAA, all’Università di Torino.

Nella seconda Master Edition passeremo insieme una fantastica giornata a mercati aperti, nel giorno della scadenza tecnica trimestrale: analizzeremo la Mappa del Mercato, man mano che si forma nel corso della giornata, esamineremo strategie operative da mettere a mercato, valuteremo il timing corretto, metteremo sotto la lente la volatilità della giornata, e le prospettive per i giorni e le settimane successive.

Vedremo la stagionalità, l’analisi grafica, i volumi, gli open interest, gli indicatori, gli algoritmi di prezzo e tempo, i diversi modelli di costruzione delle strategie operative: saranno sette ore di grande Cultura, in cui condivideremo la Conoscenza e la Passione per i mercati.

Qui sotto, trovi il link per iscriverti: per favore, iscriviti solo se hai reale intenzione di venire in sala il 21 giugno, l’evento è gratuito, la registrazione sarà resa disponibile gratuitamente solo ai partecipanti all’evento.

Maurizio Monti

Editore

Traders’ Magazine Italia