La pausa annunciata delle Borse americane

Pubblicato il: 23/06/24 4:05 PM

Massimi verso il cielo.

Nella figura, per una corretta interpretazione:

il grafico raffigura la stagionalità media degli ultimi 15 anni per l’S&P500 (in azzurro) e per il Dow Jones Industrial Average (in rosso);

le due linee verticali racchiudono il periodo 19 giugno – 27 giugno.

Martedì 18 giugno alle ore 22.57, avevamo pubblicato sulla rubrica Borsa Magazine dell’Istituto Svizzero della Borsa l’articolo “Da mercoledì a mercoledì, probabile pausa delle borse americane” (che trovi al link seguente: https://www.istitutosvizzerodellaborsa.ch/da-mercoledi-a-mercoledi-probabile-pausa-borse-americane/).

Come previsto nell’articolo indicato sopra, mercoledì 19 giugno l’S&P500 ha segnato un nuovo massimo storico (è tuttora la più alta chiusura storica).

Il giorno dopo, il rimbalzo delle borse europee, nell’orario della sessione Globex, generava una ulteriore (falsa) rottura dei massimi, che si rivelava null’altro che una raccolta di liquidità, fino a raggiungere quota 5.588 sul future di settembre.

All’avvicinarsi dell’orario americano, spinto dai posizionamenti ribassisti di questi ultimi e dalla immediata conseguente paura che prendeva gli europei, l’S&P500 cominciava a scendere rapidamente, andando a segnare il minimo a 5.525.

Il giorno dopo, 21 giugno, mentre eravamo alla edizione 2024 di Opzionaria Friendly Tour, alla Università di Torino, l’S&P500 confermava il suo annunciato momento di pausa, scendendo ancora di pochi punti, fino a 5.519, in una giornata contrassegnata da intensa lateralità.

Il Nasdaq faceva qualcosa di simile all’S&P500, mentre il Dow Jones cominciava la fase di riallineamento, in contro-trend rispetto agli altri due, guadagnando qualche posizione al rialzo.

Nella figura rappresentata sopra, ad una lettura attenta, risulta molto evidente come la linea verticale a sinistra, che rappresenta il 19 giugno, identifica una data di probabile divergenza fra il Dow Jones rispetto all’S&P500 (e anche al Nasdaq), dove il primo non riesce a segnare un nuovo picco rispetto al massimo precedente di giugno (7 giugno).

Tale divergenza tenderà, come già spiegato nell’articolo del 18 giugno citato sopra, a sanarsi con tutta probabilità dopo il 27-28 giugno: e il processo di riallineamento è già iniziato con il contro-trend già mostrato dal Dow Jones negli ultimi due giorni della scorsa settimana.

Peraltro, i tre indici hanno una forte probabilità di discesa nell’ultima settimana di giugno, in modo particolare fra lunedì 24 e giovedì 27 giugno.

L’entità del ritracciamento, da massimo a minimo, calcolato sui dati stagionali storici, è in media intorno all’ 1.60%-2,40%, con picchi intorno al 4%-5%. Rammento che il 2021 e il 2022 hanno fatto eccezione andando al rialzo nello stesso periodo.

La durata complessiva del ribasso varia da tre a otto giorni e il target per l’S&P500 future potrebbe essere 5450. Il supporto successivo è 5333.

Il mese di luglio ha una ricorrenza statistica fortemente rialzista (14 volte negli ultimi 15 anni), e in genere fa ritornare convergenti i tre indici principali americani.

Con qualche giorno di ritardo (normalmente intorno al 5-8 luglio) si riallineano spesso anche gli indici europei, che hanno mostrato evidente debolezza durante giugno rispetto agli americani: come spiegato in un precedente nostro articolo, pubblicato il 17 giugno sulla stessa rubrica Borsa Magazine del sito dell’Istituto Svizzero della Borsa

(link: https://www.istitutosvizzerodellaborsa.ch/streghe-arriveranno-settimana/ ) la debolezza europea è statisticamente normale in giugno, con il DAX (preso come esempio) in frequente tendenza ribassista.

Dobbiamo tenere conto che siamo alla fine del più volte citato ciclo a 4 anni delle borse americane, con il 90% delle probabilità di un minimo importante entro il mese di novembre. Tale minimo dovrebbe corrispondere ad una discesa del 15-20% dal massimo.

Ora entriamo nella decima settimana del ciclo di breve termine iniziato con il minimo del 19 aprile.

Tale ciclo inferiore dovrebbe avere una durata di 16-24 settimane e quindi concludersi con il suo minimo (che non è detto sia quello a 4 anni, e probabilmente non lo sarà) fra il 5 agosto e il 18 ottobre.

Negli anni elettorali (come ampiamente dimostrato nella giornata di Opzionaria Friendly Tour a Torino) i mesi di settembre e ottobre presentano una statistica molto negativa per le borse americane (al contrario della faciloneria grossolana di statistica un tanto a chilo spesso pubblicata da improbabili guru che pensa agli anni elettorali come tutti bullish a oltranza: non è vero, i due mesi prima della data elettorale sono in genere contrassegnati da minimi spesso importanti).

Non possiamo trascurare che lo scenario alternativo e peggiorativo rispetto a quello sopra disegnato possa essere una presa di dominio da parte del ciclo di più lungo termine a 4 anni, da subito rispetto all’andamento del mercato attuale: questo significa che vedremmo l’inizio del ribasso a 4 anni da ora, anche se giudichiamo questa possibilità molto improbabile.

Durante il weekend, alcuni broker hanno aumentato la marginazione: questo significa che ogni minimo accenno di ritracciamento del mercato è segnato dalla grande paura che possa essere, appunto, l’inizio di un ribasso importante.

Questo concorda con la nostra opinione (possibilità che il ciclo maggiore prenda il sopravvento in qualunque momento).

Al momento attuale riteniamo la massima probabilità che il mercato inverta il suo ciclo rialzista in una significativa caduta, il cui inizio potrebbe essere intorno al 19 agosto o dopo tale data.

Il minimo a 4 anni potrebbe svilupparsi alla fine di ottobre e dovremo fare molta attenzione, perché si tratta di una caduta che può essere rapida e con magnitudine significativa (fra gli 800 e i 1200 punti di S&P500, con la possibilità di vedere qualche

-3% che non vedevamo da tempo e che il nostro cervello può averci fatto dimenticare).

La ripresa rialzista, secondo l’analisi probabilistica attuale, sarebbe dall’inizio novembre in poi.

Se proseguirà il rialzo, come crediamo, nel mese di luglio sarà forte nella prima settimana, più debole, o addirittura ribassista, nella seconda, per proseguire poi al rialzo. Ma parleremo meglio di luglio, e delle probabilità del movimento di mercato in tale periodo, nell’articolo di domenica prossima.

Sempre nell’ipotesi di continuazione rialzista il target previsto per il massimo dell’S&P500 future varia nell’intervallo 5732-6125, con la massima probabilità fra 5800 e 6000: se vuoi approfondire questo argomento e vedere i criteri di calcolo utilizzati, ne parleremo nella prossima Classroom di martedì 25 giugno, più sotto trovi il link per iscriverti se non sei già iscritto.

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Maurizio Monti

Editore

Istituto Svizzero della Borsa