La prossima Guerra Civile

Due galli nel pollaio

Nella notte italiana, prima dell’alba del 30 settembre, abbiamo assistito al dibattito fra Biden e Trump.

Ho sempre apprezzato gli Stati Uniti e la loro democrazia. Ho sempre criticato, anche, gli eccessi di un capitalismo vissuto all’estremo, dove la disuguaglianza è cresciuta esponenzialmente nell’ultimo decennio.

Lo spettacolo a cui abbiamo assistito è stato il delirio della democrazia americana. La deriva. Una squallida lite condominiale, due co-inquilini che si insultavano da un balcone all’altro, sotto gli sguardi impietriti del mondo intero.

Poche, forse nessuna parola di programmi, di cose da fare, di ideali in cui credere, di punti di riferimento da seguire. Nulla di nulla di seria politica. Invece, fiumi di odio, di attacchi personali, di frasi offensive.

Non prendo posizione per l’uno o per l’altro, contro l’uno o contro l’altro. Invoco che gli Stati Uniti tornino ad essere il paese di riferimento dei valori dell’occidente. Imploro che la grande democrazia americana, dove la stampa è stampa, la magistratura è magistratura, la politica è politica torni ad essere l’asse portante di valori da condividere.

Stiamo assistendo al tramonto di un modello, questo deve indignarci e preoccuparci. La democrazia occidentale, l’occidente non può fare harakiri in questo modo. No, mi rifiuto di crederlo.

Se la politica dà questo spettacolo di sé, il rischio, enorme, è che quel clima di odio litigioso si trasferirà nelle strade, fra la gente comune. Il rischio che l’America si spacchi in due, più di quanto non lo sia già, significa l’esposizione alla rissosità bestiale, al disordine, alla rivolta sociale, alla confusione assoluta, alla possibile soppressione di libertà fondamentali per il ripristino dell’ordine.

Una bomba ad orologeria per la democrazia e per il sistema economico capitalista così come lo concepiamo in occidente. Una bomba la cui potenza può ripercuotersi pericolosamente sul continente europeo, già sufficientemente messo alla prova dalla Brexit e dalla costante litigiosità degli stati membri dell’Unione.

Ben 8 stati su 27 hanno votato contro il Recovery Fund: è sufficiente a dire quanto sia difficile pensare ad una reale integrazione dei popoli d’Europa? E quanto una spinta centrifuga proveniente dagli Stati Uniti può costituire un enorme pericolo per la fragilissima Unione?

Di qui alle elezioni americane avremo un mercato in preda alla crisi di nervi?

Wall Street non si fa impressionare dalle bizzarrie della politica. Ma le borse non vogliono l’incertezza. E la prospettiva di una litigiosità post-voto, di infiniti tentativi di ridiscuterne il risultato tramite il ricorso alla Corte Suprema, di una incertezza che perduri a lungo dopo il 3 novembre, ecco, questo è lo scenario che i mercati non vogliono vedere.

Non è la vittoria dell’uno o dell’altro candidato a mettere in pericolo le borse. Ma una litigiosità che crea incertezza, in una epoca, come quella del Coronavirus, dove sono necessarie scelte economiche, politiche e sociali rapide. Di qualsiasi colore siano, ma rapide.

Temo molto per una America dove dobbiamo sperare nel meno peggio. E questa, alla fine, è ciò che si prospetta. Perché il meno peggio là, può significare il molto peggio qui.

1 ottobre scorso, alle 18, sono saliti sul palcoscenico di Traders’ Webinar due grandi professionisti di lungo corso. Enrico Malverti e Luca Barillaro: due strateghi dei mercati finanziari, capaci, come pochi, di grande lungimiranza e lucidità di visione.

È quello che ci occorre ora, conoscere i rischi, per dominarli in modo corretto. Che cosa ci aspetta sui mercati nell’ultimo trimestre dell’anno? Che cosa ci dice il passato, l’unico modo per interpretare correttamente il possibile probabile futuro? Clicca per iscriverti e vedi la registrazione, e lasciati consigliare: è un grande imperdibile evento di Cultura finanziaria di altissimo livello.

P.S.: Guerra civile negli Stati Uniti? Nelle strade americane di molte città, in diversi stati, il clima è pericoloso. Ci sono città dove è in vigore il coprifuoco dopo le 8 di sera. La democrazia e con essa il capitalismo occidentale è a rischio, se la politica non correrà ai ripari. 

Altro che interventi delle banche centrali. Altro che FED e iniezioni di liquidità. A latere dell’allegra incoscienza della finanza, si potrebbe consumare un dramma molto più profondo. Che quando dovesse arrivare a bussare alle porte della finanza, sarebbe un disastro vero, un fiume in piena difficile da arrestare, un botto dei prezzi iperinflazionati delle borse.
Forse per questo ho chiamato Barillaro e Malverti: due voci da ascoltare in tutto il loro realismo e la loro lucidità. Clicca per iscriverti e vedi la registrazione.

Maurizio Monti
Editore
Traders’ Magazine Italia