Il mondo spaccato in due

Quella mela spaccata a metà

È un’epoca fatta di due poli. Tutto il mondo occidentale, con diverse varianti da nazione a nazione, è diviso in due. Gli Stati Uniti sono soltanto una rappresentazione significativa di un male che affligge tutta la comunità degli Stati democratici.

È spaccata in due la Francia, la Spagna, l’Italia, il Regno Unito. La Germania cerca di salvare la faccia, ma le rivolte nelle strade di Berlino la dicono lunga sui problemi che covano sotto la cenere.

La polarizzazione, in realtà, è una caratteristica del sentiment generale, che oscilla fra euforia e panico.. Varianti occasionali delle più ataviche avidità e paura.

Così, usciamo da una estate euforica, dove il Covid, a detta di alcuni, “era morto” ed entriamo in un autunno-inverno da panico, dove il Covid torna a far morire.

Andiamo su un qualsiasi canale social e troviamo da una parte l’euforia dei negazionisti che inneggiano alla rivolta e dall’altra il panico di chi il Covid lo vive in modo molto più realistico e drammatico.

Le rivolte sociali sono un rischio implicito e una conseguenza di polarizzazione e spaccature. La crisi del Covid ha accentuato drammaticamente le ineguaglianze sociali, vera origine, anche storica, della polarizzazione.

C’è un timore strisciante che permea le borse di tutto il mondo: un timore ben rappresentato da un Vix che non scende. E che anzi si impenna appena può, appena tocca supporti nemmeno tanto critici. È la febbre dei mercati, la febbre del Covid che affligge i mercati e che sta ad indicare che dall’euforia al panico il passo è breve.

E che questo è ciò che continuiamo e dovremo ancora affrontare sui mercati nelle prossime settimane e nei prossimi mesi: l’alternanza dell’euforia e del panico.

Il cambio di marcia della velocità di cambiamento della volatilità è il sintomo più evidente che si manifesta sui mercati: che oscillano dall’euforia dei soldi gratis delle banche centrai al panico per i fallimenti delle imprese e per l’andamento economico.

Il premio Nobel Robert Shiller ha reso noto i valori del Crash Confidence Index: mai così bassa la fiducia degli investitori sui mercati. Mai così alta la paura di un crash simile a quello del 1929 o del 1987.

Il Martedì della Borsa è il nostro appuntamento per monitorare i mercati con l’aiuto e la guida esperta di un grande professionista del calibro di Giorgio Pallini.

L’ appuntamento è stato il 27 ottobre scorso alle ore 10.30: abbiamo esaminato indici e commodities, e le azioni principali del mercato mondiale dove puntare la nostra attenzione. A cominciare da Borsa Italiana, per proseguire con le Borse europee ed americane. Clicca per condividere con noi il martedì mattina della Cultura di trading. Iscriviti e vedi la registrazione.

P.S.: Una mela deliziosa, spaccata a metà, può marcire facilmente. È quello che può avvenire alla realtà globale se non porremo rimedio, e un rimedio serio, alla polarizzazione estrema. Il clima da guerra civile che si estenderà dalle strade degli Stati Uniti a quelle del resto del mondo è quello che attende la Cina per fare un sol boccone di noi. Fare in modo che non avvenga dipende solo da noi, dal nostro buon senso, dalla comprensione dei fenomeni che ruotano intorno a noi: e questo ci aiuterà a posizionarci con la necessaria lucidità sui mercati. Clicca per iscriverti e vedi la registrazione.

Maurizio Monti
Editore
Traders’ Magazine Italia