Nuovi massimi nel 2020 per tutti gli indici?

Due prospettive diverse avanti a noi

Un caro lettore mi scrive: aveva ragione lei, fin dal primo istante ci aveva detto che la crisi del 2008-2009 era ben diversa da quella del 2020-2021.

E nello spiegare il suo pensiero cita alcuni esempi illustri.
L’azione Microsoft uscì dalla crisi del 2009 con un meno 44%. Oggi l’azione Microsoft è a un più 34%. E altri esempi sono Apple, Google, Amazon e lo stesso indice Nasdaq.

I tecnologici stanno tenendo e trainano il mercato. E sono quelli che hanno permesso al mercato di non affondare. Se è vero che alla fine dovranno fare i conti anche loro con una economia reale malmessa, sembra che questo giorno sia molto lontano o addirittura non arriverà proprio.

Qualcuno obietterà: ma la crisi è passataLa nostra visione è che la crisi ha dato solo la prima avvisaglia. E che l’alimentazione di liquidità continua delle banche centrali andrà avanti a sostenere il mercato finché i valori delle azioni non entreranno in una area di tale irrealtà che si sgonfieranno all’improvviso.

Nel frattempo, vale la pena di entrare su una azione Microsoft sui massimi o su una azione Apple? Io penso proprio di sì, c’è ancora un tempo tecnico davanti a noi per cui questo può avere senso.

Invero, ho paura a pubblicare i valori di previsione dei nostri algoritmi per quanto riguarda l’azionario americano, perché al momento facciamo fatica a crederci anche noi. E stiamo rielaborando i dati più e più volte inserendo altre variabili.

Sembrano valori stellari, incompatibili con la realtà, specie economica, che abbiamo di fronte. Ma è una prospettiva possibile: ricordi l’algoritmo che dava il 18% di probabilità sui minimi di marzo che ci fosse un nuovo massimo entro il 2020? Sul Nasdaq lo abbiamo avuto. Ci sarà anche sugli altri indici americani? E su quelli europei?

Stefano Cezza, l’autore del grande Winning Dax, che ci ha regalato altri 110 punti di profitto finora in questo mese di luglio, nello stesso periodo, ci informava che nella sua statistica il Dax mai aveva fatto negli ultimi 21 anni un massimo dell’anno in febbraio. E questo significa una elevata probabilità di un nuovo massimo nel 2020 anche sull’indice tedesco.

Noi riteniamo molto probabile un affondo fragoroso dei mercati nel momento in cui la crisi arriverà a maturazione. Nel frattempo, sembra come nel gioco ai monopoli, i mercati ripassano dal via e fanno nuovi massimi ad ogni giro.

Nel Traders’ Webinar, 9 luglio scorso, Stefano Cezza ci ha spiegato il suo punto di vista sui mercati. Incalzato da Luciano Lo Casto, abbiamo assistito ad un incontro di giganti in diretta. Un’ora di piacevole Cultura finanziaria per esaminare le recenti due operazioni vincenti di Winning Dax e per ascoltare la visione dei mercati di un grande professionista.
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P.S.: C’è una grande e contradditoria valutazione dei mercati a seconda se ci saranno o no nuovi massimi storici nelle borse mondiali. Un mercato che fa nuovi massimi storici fa assumere al crollo di febbraio e marzo la connotazione di un profondo ritracciamento. Un mercato che non fa nuovi massimi, ci sta ad indicare che si è già innescato un mercato ribassista. Le due cose sono piuttosto diverse dal punto di vista della proiezione possibile futura di prezzo e tempo. Abbiamo sentito le opinioni dei professionisti per aiutarci a capire. Clicca per iscriverti e vedi la registrazione.

Maurizio Monti
Editore
Traders’ Magazine Italia