Tasse giù e denaro gratis: il Paese di bengodi dei mercati

La resistenza annunciata

Come previsto nella scorsa settimana, la barriera 3500-3520 sul future dell’S&P500 non è stata superata.

Nella giornata di giovedì 5 novembre, in volatilità il prezzo ha raggiunto 3522, ritraendosi prontamente per chiudere a un soffio da 3505. A 3501 c’è la resistenza tecnica dell’87.50% dell’ultimo range e a 3521 il 93.75%.

Nella giornata di venerdì 6 novembre, veniva ritentato il massimo, che si fermava a 3519, dopo una lunga correzione arrivata fino a 3457, per poi andare a chiudere a 3500.75: la linea dell’87.50% citata sopra.

Ci troviamo all’interno di una quarta onda da quando è iniziato il ribasso del 3 settembre. Onda che può essere, viceversa, la prima onda di un nuovo ciclo rialzista, piuttosto che l’ultimo tentativo prima di una ulteriore onda ribassista.

I tre indici, Dow, Nasdaq ed S&P500, sono sostanzialmente allineati nei massimi, mentre non lo sono stati nei minimi: il 30 ottobre, infatti, il Dow Jones sfondava il minimo del 24 settembre dando così origine alla divergenza intermarket che ha generato poi la forte onda di rialzo della settimana passata.

Sicuramente sono da escludere entrate in corsa ora, mentre tutti coloro che hanno preso l’onda rialzista grazie al segnale di divergenza possono pensare di andare a profitto, se non lo hanno già fatto.

In caso di prosieguo del rialzo, la probabilità che le resistenze importanti superiori siano sfondate al primo colpo è piuttosto bassa. L’area da 3524 fino a 3587, o anche fino a 3600,  costituisce di fatto un’area unica di resistenza piuttosto dura da rompere nel brevissimo termine.

I nostri algoritmi temporali continuano a considerare la prossima settimana come particolarmente critica per un punto di inversione, massimo o minimo. È quindi possibile che venga individuato un massimo o che questo sia stato già fatto giovedì scorso; nell’uno e nell’altro caso, la probabilità, relativa al solo citato algoritmo temporale, depone a favore di un ribasso almeno temporaneo.

Un ritracciamento dal livello attuale, o anche da uno superiore, entro l’area del massimo storico, o da un massimo appena superiore, potrebbe essere sfruttato per un ingresso, nel caso si condivida l’ipotesi rialzista successiva al ritracciamento.

Se il massimo è stato già fatto, la probabilità depone per l’area intorno a 3360-3375 come potenzialità di riacquisto (3363 è il livello preciso fornito dall’algoritmo). Il livello inferiore sarebbe 3262, vale a dire il 12,50% dell’ultimo range, superato il quale la probabilità di un’onda ribassista e di un cambio di scenario diventa molto più alta.

In caso di riacquisto su tali livelli, va impostato uno stop iniziale largo e seguito il mercato sfruttando immediatamente il rimbalzo per riposizionare lo stop in modo molto più stretto. Il cambio di scenario sarebbe piuttosto doloroso in caso di posizione rialzista aperta con stop molto largo.

Questa analisi è stata condotta sui dati della chiusura a venerdì 6 novembre e potrebbe modificarsi, anche di molto, nei primi giorni della prossima, tenuto conto della incertezza dovuta ancora al seguito delle elezioni americane (sia per l’incertezza sulla maggioranza al Senato, sia per le azioni di Trump, anche se di improbabile efficacia).

Martedì 10 novembre scorso alle 10.30,
è andato in onda il Martedì della Borsa: il metodo Scelta Vincente ci ha permesso di aggiornare il punto della situazione e verificare le opportunità. Come sempre, abbiamo esaminato i titoli più interessanti di Borsa Italiana e delle borse internazionali, gli indici, le commodities e l’eurodollaro. Clicca per condividere con noi un’ora di appassionante Cultura finanziaria. Iscriviti e vedi la registrazione.


P.S.: Le ragioni della volatilità prossima futura possono trovare una loro causa proprio nella maggioranza che andrà a formarsi al Senato americano. I mercati vogliono un Senato repubblicano se il Presidente e la Camera sono democratici. Questa sarebbe la migliore formula per calmierare il desiderio di Biden di alzare le tasse (dovrebbe trovare l’approvazione anche del Senato) e nel contempo non impedirebbe l’emanazione di misure di aiuti attraverso nuovi interventi monetari. Quindi: altro denaro gratis che arriva e i ricchi sempre più ricchi. Questo è ciò che i mercati vogliono. Tutto ciò che mette in crisi questo modello, darà origine a volatilità. Clicca per iscriverti e vedi la registrazione per approfondire con noi, con l’aiuto di Scelta Vincente.

Maurizio Monti
Editore
Traders’ Magazine Italia